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Maldive - Tipologia di crociera - Cr. per pescatori

Sole, mare, immersioni ma non solo: alle MALDIVE si può anche pescare.

Tanti pesci, grandi, grossi e combattivi, dagli onnipresenti Barracuda, ai potenti Giant Trevally (Caranx Ignobilis), agli spettacolari Vela, Yellowfin, Tonni Denti Di Cane, Wahoo, Red Snapper, Lampughe e Rainbow.
Basta noleggiare un Dhoni, infilare una pass e uscire in mare aperto costeggiando il reef; se invece si preferiscono acque più tranquille si può rimanere all’interno della laguna, non potremo incontrare i Pelagici ma le soddisfazioni non mancheranno comunque.
Sicuramente la crociera è il massimo per chi alla vacanza pensa di abbinare qualche uscita di pesca.

Il Dhoni (che sia quello di appoggio a tutte le barche da crociera o uno noleggiato appositamente in caso di gruppi misti sub-pescatori) è una barca che si presta ottimamente alle nostre esigenze, si comporta molto bene anche con mare formato, ha poppa molto larga con la possibilità di posizionare più canne, comode panchine e una copertura che garantiscono ombra e possibilità di relax nei rari momenti di pausa tra una cattura e l’altra.
Alla sera poi, dopo cena, nella quiete della laguna, ci si può dedicare al Bolentino, pesca molto semplice ma non per questo meno divertente, soprattutto se effettuata con attrezzature leggere. Staccare dal fondo, molte volte di 40/50 metri Carangidi o Red Snapper di 5 Kg, con le cannette che di solito usiamo per le nostre Occhiate, Boghe e Sparlotti, può dare delle soddisfazioni pari a quelle che abbiamo provato durante il giorno trainando ai colossi dell’oceano.
Sempre di sera i più rampanti potranno cimentarsi nella nuova tecnica emergente, il Vertical Jig, pesca molto faticosa ma catturante come poche altre; è incredibile come un pezzo di piombo colorato, meglio se tozzo e “cicciottello”, sapientemente manovrato e fatto rimbalzare sul fondo, riesca a scatenare gli istinti più aggressivi anche di pesci di solito non annoverati tra i predatori.
 
 
TECNICHE DI PESCA:
 
LA TRAINA
Sicuramente la tecnica più diffusa e praticata, la si effettua soprattutto all’esterno del reef, in mare aperto, alla ricerca dei grandi Pelagici o dei predatori di barriera che stazionano nei pressi del gradino di caduta.
A parte qualche Marlin, che potremo intercettare in mare aperto durante le traversate da un atollo all’altro, il pesce per eccellenza che va cercato alle Maldive è il Pesce Vela (Sail Fish).
Ce ne sono tanti, grandi dai 30 ai 50 kg, maestosi, che una volta allamati si produrranno in salti spettacolari; sicuramente non un grande combattente, ma il recupero di un grande Pesce Vela è qualcosa assolutamente da provare.
Al contrario degli altri pesci catturabili a traina che si autoferrano navigando solitamente sopra i 7/8 nodi, il Pesce Vela si mette nella scia dei Kona trainati in superficie e comincia a colpirli con la spada, più volte, saremo noi a questo punto che dovremo aprire la frizione, lasciare libera l’esca di fluttuare come un pesce colpito e una volta ingoiato ferrare più volte energicamente.
Capiterà anche di averne più di uno nella scia delle esche, noi siamo arrivati ad averne 4 sulle 4 canne in traina e uno che un ragazzino maldiviano faceva giocare con i richiami a 10 metri dalla poppa.
Gli altri peci catturabili sono: Tonni Denti Di Cane, Yellowfinn Tuna dai 10 ai 30 Kg, Barracuda enormi, fino a 25 Kg, tanti Wahoo dai 10 ai 20 Kg e poi Lampughe, Rainbow e qualche Red Snapper.
Attrezzature necessarie: 
4 canne da traina attorno alle 30 libbre, 2 armate con Octopus o Kona che andranno trainate in superficie a 50/60 metri da poppa, finale rigorosamente in cavetto di acciaio da almeno 120 libbre, girelle e moschettoni da 150-200 libbre ed esche armate con ami a gambo lungo
diritti dal 6/0 all’ 8/0.  Le altre 2 canne andranno posizionate più vicino alla poppa, dai 20 ai 30 metri, con montati dei pesci finti, tipo Rapala - Hidro Magnum - Bonita.
Consigliabile, oltre al finale in acciaio, sostituire le ancorette e gli anellini spaccati che le fissano all’esca, con quelle rinforzate nella misura del 4/0 e 5/0.
Le dimensioni delle esche non saranno mai “esagerate” infatti pesci da 5 o 6 Kg attaccano tranquillamente Rapala da 22 cm.
Colori sgargianti. Ottimi sono l’arancio, il giallo, il giallo-verde e l’intramontabile testarossa.
 
PESCA A MOSCA
La stagione ideale per pescare alle Maldive va da ottobre ad aprile e tutti i viaggi sono organizzati per coincidere con le migliori maree. La maggior parte della pesca si svolge sia in wading nelle flats che in prossimità delle numerose isole disabitate. L’attrezzatura consigliata per questa destinazione  consiste in canne per code 9 fino al 12 con mulinelli robusti, frizioni antireverse e numerosi metri di Baking. Normalmente si pesca con code galleggianti o intermedie.
Le specie principali che si possono pescare nella laguna sono pesci balestra, bellissimi  e rari Trigger,  snapper, giant trevally, carangidi a pinne blu e pinne gialle, e ogni tanto barracuda, bonefish, carangidi e permit.  La zona in prossimità della scogliera corallina offre la possibilità di catturare varie specie di snapper, robalo, , green jobfish, giant trevally ed un buon numero di carangidi a pinne blu.
Dalle flats si pescano carangidi a pinne blu, a pinne gialle e bigeye. Per la pesca dei grossi trevally è consigliata una canna per code del 12. Giant trevally, fino a 90 libbre di peso sono spesso avvistati in queste zone, e molti oltre le 60 libbre.
 
IL BOLENTINO
La tranquillità delle acque della laguna non vi tragga in inganno, nel buio della sera sotto la barca circolano pesci di tutto rispetto (compresi gli squali che molto spesso vi scipperanno delle prede durante il recupero).
I pesci catturabili sono: Carangidi, Red Snapper, Cernie, oltre ad una specie di Branzino grigio-verde con una dentatura da far paura!
Attrezzatura:
canne da bolentino medio robuste con portata da 100 a 200 gr, mulinelli con in bobina del buon 0,40 e finale con cavetto di acciaio da 50 lb.
Un paio di Sabiki (lenze giapponesi multiami) per catturare qualche Sugarello come esca… e poi si possono aprire le danze!
 
IL VERTICAL JIG
Nata in Giappone circa 15 anni fa, questo nuovo tipo di pesca si sta diffondendo in modo esponenziale con un numero di praticanti in continua crescita.
I pesci sono gli stessi del Bolentino anche se il Vertical Jig sicuramente seleziona in positivo la taglia delle prede.
Attrezzatura: 
possibilmente canne specifiche da 30/50 lb (devono essere molto leggere con impugnatura di lunghezza adeguata al tipo di movimento), mulinelli potenti con in bobina del multifibra non inferiore alle 60 lb, 10 metri di finale in nylon dal 100, cavetto in acciaio e Jig da 150 a 250 gr, come già detto da preferire quelli panciuti rispetto ai “long” che si usano nel Mediterraneo.
 
LO SPINNING
Proprio alle Maldive si arriva alla massima espressione di questa tecnica conosciuta e praticata in tutto il mondo.
Costeggiare il reef scrutando la superficie dell’acqua per individuare segnali di mangianze da parte dei Giant Trevally, lanciarci un Popper o uno Skipping Lures in mezzo e vedere l’acqua esplodere è una scena che lascia a bocca spalancata; è incredibile l’effetto che fa questa sorta di saponetta recuperata molto velocemente sulla superficie tra sbandate, schizzi e impennate.
Pesci: soprattutto i potenti GT, anche fino a 30 Kg, poi Barracuda, Denti Di Cane e Red Snapper.
Attrezzatura:
canne da lancio fino a 300 gr, mulinelli superpotenti, in bobina almeno 200 metri di multifibra non inferiore alle 70 lb, cavetto in acciaio e come esca Popper sopra tutte, lunghi anche 20-22 cm e poi Skipping Lures e Pensil.

Ti invitiamo a leggere il report della nostra ultima crociera (Novembre 2015)
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