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IL "MONSTRUO"

Tra le varie caratteristiche dell’Isola di Malpelo, oltre ai banchi di centinaia di Sphyrna Lewini e di Carcharhinus Falciformis, quella forse più sorprendente è la popolazione stanziale di Odontaspis Ferox, appartenente alla famiglia dei Lamniformi. Il suo nome in inglese è Small-tooth Sand Tiger Shark. Nel 1999 i fotografi Carl Roessler e Juan Zumbado, dopo aver effettuato diverse immersioni anche a profondità oltre i 70 mt, hanno avvistato (sul fondo sabbioso) grandi squali che hanno creduto appartenere alla famiglia Odontaspis. Da ciò si desume che le osservazioni iniziali di questi squali a Malpelo - fatte anni orsono dallo skipper dell’Inzan Tiger, Heinz Buchbinder - erano veritiere. Lo skipper aveva effettuato un’immersione profonda su un lato di un pinnacolo fuori Malpelo e aveva incontrato un grande squalo di circa cinque metri e mezzo di lunghezza, che inizialmente aveva erroneamente creduto fosse uno squalo bianco (Carcharodon Carcharias), data la mole considerevole e la somiglianza con lo stesso. Dopo altre immersioni lui e altri sub pensarono invece che lo squalo rappresentasse una nuova specie e venne chiamato amichevolmente “Tiger Ragged-tooth Shark”, in attesa di una più definitiva identificazione. Un aspetto particolare di queste osservazioni iniziali fu la convinzione generale che gli squali avessero una mole considerevole, certamente superiore ai 410 cm di taglia massima conosciuta, al momento, per l’Odontaspis Ferox. Lo skipper asserì che almeno uno degli squali di Malpelo superava i 550 cm di lunghezza, adducendo che aveva potuto misurare accuratamente l’animale per avergli nuotato a lungo di lato. Altra osservazione rara sulla specie di Malpelo furono gli occhi di quegli squali, “totalmente differenti da qualsiasi Small-tooth Sand Tiger precedentemente registrato”.

Gli Odontaspis Ferox di Malpelo sono stati avvistati sia solitari che in coppia, però mai più di 5 individui assieme in una singola immersione. Così come nel 1999 sono stati identificati circa 12 individui differenti in virtù dei loro segni distintivi o ferite, Juan Zumbado identificò almeno 6 differenti individui nel corso di 14 immersioni fatte tra il 17 e il 23 Aprile del 2001 a profondità tra i 35 e i 52 mt.

Gli squali vengono avvistati nelle acque di Malpelo solamente nelle ore diurne, soprattutto tra le 8 e le 12. Però, data la difficoltà di effettuare immersioni notturne in acque oceaniche a quelle profondità, non si sa se gli squali rimangono nello stesso posto anche di notte.

Il punto d’immersione a Malpelo dove si possono vedere questi animali è chiamato “Bajo del Monstruo”, normalmente a profondità tra i 18 e i 70 mt, ma soprattutto su un estesa piattaforma di sabbia alla base del pinnacolo, che si trova a circa 55 mt di profondità. Essi preferiscono rimanere molto vicini o al fondo o alla parete del pinnacolo. Spesso, anche se la temperatura superficiale raggiunge i 28°-29° C, tutti gli avvistamenti avvengono sotto il termoclino, con temperature che oscillano attorno ai 18° C, ma con una visibilità orizzontale di oltre 30 mt. Gli Odontaspis Ferox a Malpelo non rappresentano una colonia numerosa, ma almeno alcune dozzine di questi squali sono stati ripetutamente avvistati, in diverse occasioni. Ciò fa presumere che attorno a Malpelo ci possano essere notevoli aggregazioni di questi animali, ma a grandi profondità, ben oltre il range concesso ai subacquei ricreativi. Questa sembra una specie relativamente sociale, con gruppetti fino a 4-5 individui, ma allo stesso tempo non è chiaro se questi squali si aggreghino abitudinariamente in grandi quantità, com’è abituale con il Sandtiger Eugomphodus Taurus.

Ciò che è invece un dato sicuro è l’impressionante mole degli Odontaspis Ferox dell’isola. La lunghezza maggiore registrata per questa specie, in altri mari, è di 410 cm; qui sono stati avvistati esemplari di circa 600 cm.
Normalmente sono squali docili, facilmente avvicinabili dai sub, anche se qualche volta hanno dato i classici avvertimenti tesi a non voler essere infastiditi e soprattutto a non vedere invaso lo spazio ritenuto privato. In ogni caso, la considerevole mole di questi animali e la loro dentatura che potrebbe causare ferite serie, devono incutere rispetto.

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